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Fratelli della
Stazione Cappella primo
binario FF.SS.
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GIUSEPPE -
Da ormai alcune settimane, mentre ci occupiamo della distribuzione del latte in P.za V. Veneto, ci rallegra, con la sua compagnia, Giuseppe, il cinquantottenne chansonnier italiano. È la prima volta che qualcuno chiede in modo così diretto di raccontare la sua storia e, se fossimo stati negli anni ’60, tradurrei le sue audaci parole con un: “Amico, sbatti il mostro in prima pagina!” ed io... non ho potuto tirarmi indietro.
Giuseppe fino a tre anni fa ha lavoricchiato in Svizzera, Francia, Germania… per poi tornare in Italia, a casa, ma senza un lavoro. Proprio per questo un bel giorno si reca a S. G. Rotondo, e qui, mi spiega, accade qualcosa : “morivo di fame, ma il Santo frate, S. Pio, mi ha aperto una nuova strada, mi ha regalato la musica. Da quel giorno ho iniziato a suonare nelle varie feste patronali e naturalmente a S. Giovanni senza mai aver frequentato un conservatorio”
Personalmente penso che il dono ricevuto sia soprattutto forza di volontà, ingegno, voglia di non arrendersi, e dico questo perché è Giuseppe stesso a costruire gli strumenti che suona e che custodisce gelosamente in un borsone, riesco a farmeli mostrare e con grande stupore ammiro il suo ultimo styling: uno strumento a fiato collegato ad una tastierina, sonagli, luci e…non solo! Ho faticato a capire in che modo potesse suonare quel miscuglio stravagante ma lui ora non ha tempo per farmi ascoltare della buona musica e continua a ripetermi sorridendo e tenendomi per un braccio: “Ho conquistato tutti i pellegrini di S. G. Rotondo, la gente mi apprezza e si ferma incuriosita, il mio pubblico mi applaude, un successo!”
Io l’ho sentito suonare da lontano, una sola volta e per pochi minuti, mi sembrava di ascoltare un cd…musica dolce e spensierata che trasmette allegria e brio, proprio come lui. È sicuramente questo il suo vero grande successo, il suo modo di vivere la vita, di affrontare i problemi giornalieri, di lottare ancora in un mondo che lascia ben poche speranze a chi sogna… e i sogni, uniti alla necessità, aguzzano l’ingegno!
Antonio
Prendete Garibaldi, il suo spirito d’iniziativa, la sua forza d’animo; prendete Giuseppe Verdi, la sua passione per la musica, la sua inventiva; prendete la loro barba folta, i loro capelli color cenere, ed otterrete, in sintesi, il mio amico, il mio amico Giuseppe. Non è il suo vero nome, ma io lo chiamerò Giuseppe. Parla con me mentre sgranocchia un cornetto alla crema, mi dice che “a San Giovanni non si possono più comprare, costano un euro l’uno, perché lì ci sono i pellegrini”. Lì, a San Giovanni Rotondo, Giuseppe ha trovato lavoro. Ringrazia Padre Pio, ed anzi il Signore onnipotente che, per intercessione del Santo Frate, gli ha dato un lavoro. “Meglio di niente”, mi dice, sorridendo, “meglio di andare a rubare”. Lui che non sa suonare si è inventato “musicante”, gira con una chitarra con le corde di cotone, una tromba in plastica e il suo buonumore per le strade irte del Gargano, ed in questi giorni di Natale è qui a Foggia, per aspettar le monetine dei passanti infreddoliti per le strade del centro. Ci mostra una sua fotografia, sepolto dalle monetine raccolte in una giornata: quello è il suo lavoro, quello è il suo guadagno faticato in un’intera giornata a digiuno. Perché davanti ai passanti non ti puoi permettere neanche di mangiare un panino, che subito ti credono ricco.
Ma il suo volto s’illumina di un tratto quando ricorda le soddisfazioni provate in questi anni di strada: uomini, donne, anziani si fermano davanti alle sue diverse melodie, sbarrando gli occhi come bambini; “c’è persino qualcuno che ha pianto”, mi confessa orgogliosamente.
Simbolo di un’Italia che non si arrende, Giuseppe sta pensando a nuove “trovate” per il pubblico foggiano che, a quanto pare, è più restìo a ricompensare il suo lavoro di musicante. “È diverso a Manfredonia, o a San Giovanni, dove ci sono i forestieri”, ma non si scoraggia Giuseppe, nei suoi chiari occhi limpidi ha tutto il profumo di una vita all’avventura, nelle mani del Signore; è il simbolo di un’Italia che si arrangia, ma col sorriso sulle labbra. È un musicante, per le vie del mondo.
Claudio
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aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia
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Avete mai
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regalando un sorriso, dando un semplice bicchier d'acqua,
sedendovi semplicemente a parlare per un momento con una
persona sola?
Madre Teresa di
Calcutta
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