Associazione di volontariato ONLUS
di ispirazione cattolica
Fratelli della Stazione
Via Bainsizza n. 12
71100
Foggia
Tel. 3403101148

info@fratellidellastazione.com

LA TESTIMONIANZA DI LEO - GLI INIZI - La nostra storia è cominciata nel ‘98, quando decisi di aggregarmi a degli amici che solo la domenica sera, su iniziativa di don Valter Arrigoni, parroco della Madonna del Rosario, portavano da mangiare ai poveri che si trovavano nella sala d’aspetto della stazione di Foggia. A quest’appuntamento domenicale ci andai per una decina di volte, poi decisi di partire: non stavo bene, non ero in pace con me stesso, e non si può donare pace agli altri se prima non si è in pace con Dio e con se stessi. Decisi di fuggire dalla città, pensando che questo potesse aiutarmi a “fuggire” dal disagio che avevo dentro: ma nel corso di questa fuga la Provvidenza divina “ha scritto dritto sulle righe storte”, e mi ha aiutato a ritrovare me stesso. Le difficoltà economiche che sono sopraggiunte in quel viaggio-fuga, mi hanno spinto a condividere la vita dei poveri, e questa condivisione mi ha maturato.

VIVERE DA POVERO - Ero rimasto senza soldi, mi trovavo a Londra, e ho “dovuto” condividere la vita nomade, lontano da chi realmente ti vuole bene. Mi ricordo che ogni giovedì mi riunivo insieme con altra gente presso una piazza di “Brixton” un quartiere a sud di Londra, dove trovavo uomini e donne, la maggior parte di colore, che dai cofani delle macchine aperti, tiravano fuori dei grossi pentoloni di pasta fumante, pane, frutta e… tanto amore. Ecco, quello che succedeva il giovedì, io subito non lo capii, ma il Signore mi stava facendo vivere qualcosa che due anni dopo avrei messo in pratica io stesso nei riguardi delle persone bisognose.Quando tornai in Italia, qualcosa dentro di me era cambiata. Una presenza nuova, una forza nuova mi spingeva a donarmi agli altri. Andai in chiesa e mi accorsi, con sorpresa, che la missione di coloro che la domenica portavano da mangiare ai poveri, alla stazione, stava morendo. Così io e la mia ragazza, la mia attuale moglie, riprendemmo ad andare alla stazione ogni domenica.

I POVERI HANNO BISOGNO DI MANGIARE OGNI GIORNO - Non passò più di un mese quando una mattina, mentre partecipavo alla Santa Messa, dopo aver ascoltato la liturgia della parola che quel giorno “L’inno alla Carità” di San Paolo (1 Cor 12,31.13,1-13) divenne forte dentro il mio cuore, una voce che mi diceva:”Leo, i miei poveri hanno bisogno di mangiare ogni sera”. Da quella mattina, grazie all’insostituibile aiuto di mia moglie Ivana, cominciammo ad andare ogni sera alla sala d’aspetto, portando latte caldo e biscotti. Per un anno è andata avanti così ed ogni sera vivevamo una storia diversa, a contatto con la sofferenza, la solitudine, l’indifferenza, il freddo, la paura e la fame di tante persone disagiate.

TANTO AIUTO - L’estate passò veloce e ci ritrovammo, Ivana ed io, all’inizio dell’inverno a dover provvedere a tanti poveri, ma ancora una volta da soli. Così pensammo di chiedere aiuto, di riformare quel gruppo che anni prima si era dissolto nel nulla. Con l’aiuto di Dio, quel gruppo si riformò e così stabilimmo dei turni di 2 o 3 persone ogni giorno. Non solo, ma si formò anche un gruppo di mamme che ogni sera cucinava pasta, zuppe, ecc…

DIFFICOLTA’ - Tante volte ci siamo trovati in difficoltà, al punto da dubitare che questa missione sarebbe continuata, ma contemporaneamente avvertivo sempre di più che essa faceva parte della mia vita: il Signore ogni giorno faceva crescere in me il germe di questa specifica forma di carità. Abbiamo vissuto momenti difficili, come quando nel 2000, in primavera, siamo stati prima diffamati da un articolo di un giornale locale che ci incolpava di una rissa scoppiata all’interno della sala d’aspetto, mentre noi invece eravamo andati via già due ore prima che scoppiasse la rissa; poi, in un secondo momento ci siamo sentiti dire che non potevamo andare più nella sala d’aspetto perché la stazione era diventata S.p.A. e quindi davamo fastidio. Nonostante queste angustie, non ci siamo scoraggiati e abbiamo cominciato ad andare nel piazzale antistante la stazione, sulle panchine, con la nostra solita pasta e tanto calore umano.

LE GIOIE VERE - È chiaro che questo cammino è stato arricchito da tanti episodi felici, come quando Vito, un barbone di sessantacinque anni, dopo dieci anni in mezzo ad una strada si è fatto ricoverare e dopo un po’ è andato a vivere in una casa di cura, ritrovando la propria dignità. Ricordo anche Giovanni, un uomo di sessant’anni, con le gambe ricoperte di vesciche, in seguito ad una cancrena (in pratica non riusciva a camminare), mi chiese di accompagnarlo a San Giovanni Rotondo. Rimasi freddo e bloccato, perché Giovanni si faceva la pipì addosso ed emanava un odore nauseante e poi era anche tardi. La prima cosa che feci fu di aprire un libro di Padre Pio che avevo in tasca e dopo un po’ lessi questa frase: “Chi dona ai poveri, presta a Dio”. Fu così che subito presi Giovanni in macchina e andammo a San Giovanni Rotondo, dove lo ricoverarono e lo misero in sesto.

Un altro episodio provvidenziale riguarda un ragazzo albanese di venticinque anni che abbiamo accompagnato in questura per i documenti: in quella sede una signora si avvicina e ci chiese se conoscevamo un ragazzo che voleva lavorare e fu così che il ragazzo albanese… trovò subito lavoro!

E ancora, un ragazzo ucraino, incontrato la sera in sala d’aspetto, che piangeva come un bimbo a causa di un dente malato. Il mattino seguente, grazie ad un fratello dentista, il giovane è tornato a sorridere. Un altro Giovanni, molto vecchio e malato, l’ho accompagnato al pranzo dei poveri che è offerto ogni domenica nella Parrocchia di San Luigi Gonzaga. Avevo già parlato con lui perché desideravo che oltre al dono del cibo ricevesse il dono della grazia di Dio, da cui sapevo che era lontano da moltissimi anni. Ebbene, la domenica dopo ho ricevuto la bella notizia che ha finalmente celebrato il sacramento della penitenza, ha ricevuto l’Olio degli Infermi ed ora ha deciso di partecipare ogni domenica alla Santa Messa delle ore 11 e 30, al termine della quale passa nel salone della Parrocchia dove è allestito il pranzo.

Leo Ricciuto

 

 

ANCHE TU PUOI FARLO!
Ti aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia

>>SOSTIENICI<<

Novità del sito

Community FdS

edicoladicono di noi...

bibliotecaBiblioteca

La 
                        carità a FoggiaRubrica del sociale a Foggia

Avete mai pensato di poter dimostrare il vostro amore per Dio regalando un sorriso, dando un semplice bicchier d'acqua, sedendovi semplicemente a parlare per un momento con una persona sola?

Madre Teresa di Calcutta

 
 
| Redazione |

---