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Fratelli
della Stazione Via Bainsizza n. 12 71100
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LA
TESTIMONIANZA DI LEO - GLI INIZI
- La nostra storia è cominciata
nel ‘98, quando decisi di aggregarmi a degli amici che solo la
domenica sera, su iniziativa di don Valter Arrigoni, parroco della
Madonna del Rosario, portavano da mangiare ai poveri che si
trovavano nella sala d’aspetto della stazione di Foggia. A
quest’appuntamento domenicale ci andai per una decina di volte, poi
decisi di partire: non stavo bene, non ero in pace con me stesso, e
non si può donare pace agli altri se prima non si è in pace con Dio
e con se stessi. Decisi di fuggire dalla città, pensando che questo
potesse aiutarmi a “fuggire” dal disagio che avevo dentro: ma nel
corso di questa fuga la Provvidenza divina “ha scritto dritto sulle
righe storte”, e mi ha aiutato a ritrovare me stesso. Le difficoltà
economiche che sono sopraggiunte in quel viaggio-fuga, mi hanno
spinto a condividere la vita dei poveri, e questa condivisione mi ha
maturato.
VIVERE DA POVERO - Ero rimasto senza soldi, mi trovavo a Londra, e ho
“dovuto” condividere la vita nomade, lontano da chi realmente ti
vuole bene. Mi ricordo che ogni giovedì mi riunivo insieme con altra
gente presso una piazza di “Brixton” un quartiere a sud di Londra,
dove trovavo uomini e donne, la maggior parte di colore, che dai
cofani delle macchine aperti, tiravano fuori dei grossi pentoloni di
pasta fumante, pane, frutta e… tanto amore. Ecco, quello che
succedeva il giovedì, io subito non lo capii, ma il Signore mi stava
facendo vivere qualcosa che due anni dopo avrei messo in pratica io
stesso nei riguardi delle persone bisognose.Quando tornai in Italia, qualcosa dentro di me era
cambiata. Una presenza nuova, una forza nuova mi spingeva a donarmi
agli altri. Andai in chiesa e mi accorsi, con sorpresa, che la
missione di coloro che la domenica portavano da mangiare ai poveri,
alla stazione, stava morendo. Così io e la mia ragazza, la mia
attuale moglie, riprendemmo ad andare alla stazione ogni
domenica.
I POVERI HANNO BISOGNO DI MANGIARE OGNI GIORNO -
Non passò più di un mese quando
una mattina, mentre partecipavo alla Santa Messa, dopo aver
ascoltato la liturgia della parola che quel giorno “L’inno alla
Carità” di San Paolo (1 Cor 12,31.13,1-13) divenne forte dentro il
mio cuore, una voce che mi diceva:”Leo, i miei poveri hanno bisogno
di mangiare ogni sera”. Da quella
mattina, grazie all’insostituibile aiuto di mia moglie Ivana,
cominciammo ad andare ogni sera alla sala d’aspetto, portando latte
caldo e biscotti. Per un anno è andata avanti così ed ogni sera
vivevamo una storia diversa, a contatto con la sofferenza, la
solitudine, l’indifferenza, il freddo, la paura e la fame di tante
persone disagiate.
TANTO AIUTO - L’estate passò veloce e ci ritrovammo, Ivana ed io,
all’inizio dell’inverno a dover provvedere a tanti poveri, ma ancora
una volta da soli. Così pensammo di chiedere aiuto, di riformare
quel gruppo che anni prima si era dissolto nel nulla. Con l’aiuto di
Dio, quel gruppo si riformò e così stabilimmo dei turni di 2 o 3
persone ogni giorno. Non solo, ma si formò anche un gruppo di mamme
che ogni sera cucinava pasta, zuppe, ecc…
DIFFICOLTA’ - Tante
volte ci siamo trovati in difficoltà, al punto da dubitare che
questa missione sarebbe continuata, ma contemporaneamente avvertivo
sempre di più che essa faceva parte della mia vita: il Signore ogni
giorno faceva crescere in me il germe di questa specifica forma di
carità. Abbiamo vissuto momenti difficili, come quando nel 2000, in
primavera, siamo stati prima diffamati da un articolo di un giornale
locale che ci incolpava di una rissa scoppiata all’interno della
sala d’aspetto, mentre noi invece eravamo andati via già due ore
prima che scoppiasse la rissa; poi, in un secondo momento ci siamo
sentiti dire che non potevamo andare più nella sala d’aspetto perché
la stazione era diventata S.p.A. e quindi davamo fastidio.
Nonostante queste angustie, non ci siamo scoraggiati e abbiamo
cominciato ad andare nel piazzale antistante la stazione, sulle
panchine, con la nostra solita pasta e tanto calore
umano.
LE GIOIE VERE - È
chiaro che questo cammino è stato arricchito da tanti episodi
felici, come quando Vito, un barbone di sessantacinque anni, dopo
dieci anni in mezzo ad una strada si è fatto ricoverare e dopo un
po’ è andato a vivere in una casa di cura, ritrovando la propria
dignità. Ricordo anche Giovanni, un uomo di sessant’anni, con le
gambe ricoperte di vesciche, in seguito ad una cancrena (in pratica
non riusciva a camminare), mi chiese di accompagnarlo a San Giovanni
Rotondo. Rimasi freddo e bloccato, perché Giovanni si faceva la pipì
addosso ed emanava un odore nauseante e poi era anche tardi. La
prima cosa che feci fu di aprire un libro di Padre Pio che avevo in
tasca e dopo un po’ lessi questa frase: “Chi dona ai poveri, presta
a Dio”. Fu così che subito presi Giovanni in macchina e andammo a
San Giovanni Rotondo, dove lo ricoverarono e lo misero in
sesto.
Un altro episodio provvidenziale riguarda un ragazzo
albanese di venticinque anni che abbiamo accompagnato in questura
per i documenti: in quella sede una signora si avvicina e ci chiese
se conoscevamo un ragazzo che voleva lavorare e fu così che il
ragazzo albanese… trovò subito lavoro!
E ancora, un ragazzo ucraino, incontrato la sera in
sala d’aspetto, che piangeva come un bimbo a causa di un dente
malato. Il mattino seguente, grazie ad un fratello dentista, il
giovane è tornato a sorridere. Un altro Giovanni, molto vecchio e
malato, l’ho accompagnato al pranzo dei poveri che è offerto ogni
domenica nella Parrocchia di San Luigi Gonzaga. Avevo già parlato
con lui perché desideravo che oltre al dono del cibo ricevesse il
dono della grazia di Dio, da cui sapevo che era lontano da
moltissimi anni. Ebbene, la domenica dopo ho ricevuto la bella
notizia che ha finalmente celebrato il sacramento della penitenza,
ha ricevuto l’Olio degli Infermi ed ora ha deciso di partecipare
ogni domenica alla Santa Messa delle ore 11 e 30, al termine della
quale passa nel salone della Parrocchia dove è allestito il pranzo.
Leo Ricciuto
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ANCHE TU
PUOI FARLO!
Ti
aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia
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Avete mai
pensato di poter dimostrare il vostro amore per Dio
regalando un sorriso, dando un semplice bicchier d'acqua,
sedendovi semplicemente a parlare per un momento con una
persona sola?
Madre Teresa di
Calcutta
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