GIULIO - Durante il servizio che si svolge davanti alla
stazione spesso con qualche senzafissadimora si instaura un vero e
proprio dialogo e ci viene raccontato un pezzo della loro vita,
sensazioni, paure, emozioni che non ci saremmo aspettati di
ascoltare. Come quando abbiamo iniziato a chiacchierare con un omone
alto e un po’ grosso ma con una faccia ed un’espressione
simpatica.
Aveva con se
una valigia ed una busta con alcuni effetti personali; gli chiediamo
il suo nome però inizialmente non vuole dircelo, continua comunque a
parlare con noi, ci racconta di aver incontrato tanta gente a parer
suo non buona.
Gli chiediamo
se qualcuno lo ha trattato male e lui ci spiega “che non è successo
niente del genere”, ma semplicemente da’ questa definizione in base
allo sguardo.
Parliamo di tante cose e Giulio si sofferma
soprattutto sui temi della “fede, dell’importanzadella preghiera, di Dio che ci guarda e ci
sostiene”; tutto ciò che dice è talmente semplice ed immediato che
quasi ci lascia senza parole e senza motivo di replica. Finalmente
ci dice il suonome: Giulio,
viene dalla lontana India, è diretto a nord ed è a Foggia solo di
passaggio.
Continua a dialogare con noi, ci invoglia “a
pregare con cuore puro e sincero”; nella sua valigiaha dei libri:
ci mostra i vangeli, il suo preferito “è quello di
Luca”.
Purtroppo è
ora di andare gli stringiamo la mano e lo salutiamo, lui rimasto
solo, si siede alla panchina ed inizia a
pregare.
Lisa