L'estate dei braccianti: voi con chi state?
Un'altra estate è alle porte. Per noi l'estate delle vacanze, più o meno lunge e ricche; per tanti, nella nostra terra di Puglia l'estate del lavoro nelle campagne. Finalmente, il lavoro! Per chi dorme in strada, in casolari a cielo aperto, nei vagoni abbandonati, fare il bracciante per pochi euro al cassone nella sterminata pianura del Tavoliere è, se non un sogno, quantomeno una necessità.
L'estate dei braccianti inizia qui. Inizia nei vagoni fatiscenti sul primo binario, sulle panchine, nei casali in tufo senza servizi. Qui inizia lo sfruttamento della ricca Europa, qui sorge il bisogno di riscatto, che passa per una cassa di pomodori. L'estate dei braccianti continua sui campi, dove li ha portati la sorte, o più probabilmente un simpatico caporale senza scrupoli. E poi continua sotto il solleone che batte le schiene marocchine, rumene, polacche, senegalesi. Batte le schiene, stordisce il capo, infonde nello spirito dell'uomo l'essenza della schiavitù. Perché il bracciante, straniero, non ha diritti, e non c'è diritto che tenga dinanzi alla forza del "padrone". Può non pagare quanto pattuito, può non pagare per nulla, può costringerti a dodici ore al giorno di fatica, senza che nessuno possa rimostrare la propria libertà di lavoratore, di uomo, di figlio di Dio.
Diceva Don Tonino Bello, un santo profeta della nostra terra, "non mi interessa sapere chi è Dio, mi basta sapere da che parte sta". Nell'estate di Puglia, ne son certo, Dio sta con i braccianti, migrati in borgate disabitate per scampare alla fame, alla guerra o alla persecuzione; Dio sta con i polacchi, i rumeni, i senegalesi, i marocchini, i sudanesi. Sta con chi li aiuterà, nel proprio piccolo, ad andare avanti, a sopportare il peso di tanta ingiustizia e di tanto male. La Caritas di Manfredonia e gli Scalabriniani di Siponto organizzano a Borgo Mezzanone un campo di lavoro per aiutare gli "stagionali". Credo davvero che Dio sarà dalla loro parte.
E voi? Voi, da che parte state?
Claudio