Un altro gelido inverno per i senzatetto
Arriva un altro inverno, il gelido inverno del 2005. Era il dicembre del 2003, quando a Foggia chiusero i battenti del Conventino, la struttura gestita dalla Caritas che ospitava i senza fissa dimora "foggiani". Ci avevano promesso che sarebbe riaperto dopo pochi mesi e le promesse, dei politici di destra e di sinistra, si sono susseguite senza fine. Ad oggi, però, son passati già due anni, e Foggia è ancora priva di un luogo caldo dove chi non ha un tetto possa ripararsi nelle fredde notti d'inverno. Chi non può permettersi una casa, di qualsiasi tipo, nella nostra città semplicemente dorme all'addiaccio, in un vagone abbandonato o sulle panchine del centro. Come Antonio, italiano, sessantenne, che vive in sala d'aspetto, come Marius, rumeno, che vive in condizioni da favelas nei vagoni abbandonati, come Hamed che, dopo anni trascorsi su una panchina ora sta in ospedale, bruciato vivo da due imbecilli. Implorano un aiuto, non cercano il Grand'Hotel, ma un luogo caldo dove dormire, come tutti noi. Ma Foggia non riesce a garantirlo, occupata com'è a seguire le solite schermaglie del politichese, o le vicende della squadra di calcio. E dei poveri chi si occupa? Davvero la città non si interessa ai problemi dei più poveri tra i poveri? Penso di no, spero di no, non riesco davvero a crederci, certo è che non si interessano gli amministratori e coloro che "contano". Dov'è il sindaco di Foggia? Dov'è il presidente della Provincia? Dove gli onorevoli deputati e senatori? Se stanno preparando già la prossima campagna elettorale, il mio è un appello accorato: abbiate la decenza di ammetterlo, i poveri non vi interessano, possono anche morire di freddo. Ditecelo, siate franchi, non vi voteremo, ma ve ne saremo grati ugualmente.
Claudio