Il gelido inverno dei senzatetto
Dalla parte dei senzatetto, di quelli che non hanno una casa in cui potersi riparare dalle insidie atmosferiche, di coloro, stranieri o italiani che siano, che per le ragioni più varie sono stati costretti a lasciare il loro ‘mondo’ per stanare grappoli di fortuna o situazioni di vita più lievi.
Da cinque anni, ormai, quasi tutte le sere, davanti alle panchine della stazione ferroviaria di Foggia, ascoltiamo le loro storie, ci facciamo carico delle loro speranze che, il più delle volte, vengono tradite dal destino o dalla poca fiducia che hanno in loro stessi. Per questo, allora, nasce FogliodiVia: tentare di mettere in contatto l’universo dei poveri, degli immigrati non inseriti nella società, dei cosiddetti ‘barboni’, con la città che non dorme indifferente, con le Istituzioni, con chi può fare qualcosa per loro. Perché non è facile dormire d’inverno all’addiaccio. Non è il massimo rigirarsi fra le scatole di cartone aperte a mo’ di coperta mentre la pioggia battezza il tuo sonno. Magari è molto avventuroso, ma col tempo i segni sul fisico si fanno sentire. Specie per chi ha già settant’anni. E ce ne sono, e sono pure italiani con i capelli bianchi. FogliodiVia, allora, con il suo nome vuole cavalcare due aspetti: sottolineare la bruttezza, la disinvoltura e la superficialità con cui un semplice foglio di carta, appunto il “foglio di via” rilasciato dalle Autorità Competenti, ordina allo straniero sprovvisto di permesso di soggiorno di lasciare il territorio dello Stato, obbligandolo, quindi, a tornare nel suo Paese d’origine senza neanche mettere in conto che potrebbe (ri)andare in contro a guerre, persecuzioni, prigionia, estrema povertà; essere un menestrello delle parole, dei racconti, delle storie, delle richieste di tutti i senzafissadimora che bazzicano per le vie della città e che affidano, davanti ad un bicchiere di latte caldo e dei biscotti di marche sconosciute, alle nostre orecchie tutti i loro affanni, tutta la loro voglia di lavorare, di avere un posto in cui dormire durante la loro sosta a Foggia.
Perché il problema della mancanza della casa, nel capoluogo Dauno, è un disagio che abbraccia tanta gente, tanti altri concittadini che, di tanto in tanto, alzano la voce per avere un po’ di attenzione. Ma i senzafissadimora, i ‘barboni’ non chiedono le chiavi dell’Hotel Paradiso o sistemazioni principesce. Chiedono solo la disponibilità ad avere un dormitorio pubblico in cui poter trascorrere la notte lontani dal gelo, dalla pioggia e dalla neve. E quest’anno l’inverno foggiano non si è fatto mancare nessun livello climatico. Infine, FogliodiVia, un giornale dalla grafica terribilmente essenziale e dove il tempo si ferma perché i disagi dei poveri non mutano allo scorrere delle lancette, vuole anche diventare un mezzo di sostentamento per i clochard made in Foggia; saranno proprio i senzafissadimora, infatti, che ‘venderanno’ il giornale per le strade, per le piazze. Il ricavato del loro lavoro, del loro impegno, finirà nelle loro tasche in modo da farli permettere un minimo, un attimo di autonomia, di responsabilità, di inserimento nella realtà socio-economica in cui vivono.
Emiliano (n. 0 di FoglioDiVia)