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Fratelli della
Stazione Cappella primo
binario FF.SS.
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ANDREA -
Andrea è rumeno, ha circa 40 anni, ma ne dimostra tanti di più. Mi
racconta una sera in stazione della sua vita: faceva l’operaio
metalmeccanico in Romania, non viveva certamente una vita da lusso,
ma riusciva a portare avanti la famiglia.
Un giorno un suo amico, di ritorno dall’Italia, gli
disse: “Vieni anche tu in Italia: c’è lavoro, soldi, casa per
tutti!”
Andrea è di una piccola città vicino Costanza, la
città sul Mar Nero, porta dell’Europa verso l’Oriente, e la
prospettiva dell’Italia gli sembrava un sogno. Poter lasciare la
faticosa fabbrica tedesca, in cui si veniva sfruttati per pochi lek
al mese, trovare un mondo migliore dove far crescere i propri
bambini, dove al mercato c’è la frutta e la verdura, ed in tasca
anche i soldi per comprare, era quanto di meglio ci si poteva
augurare.
Il suo amico “italiano” partì per Verona e dopo poco
partì anche lui in pullman, con tanti, come
tanti.
Ma il suo sogno svanì subito: a Verona, ad aspettarlo,
il suo amico non c’era, e la famiglia era lontana migliaia di
chilometri.
Solo, in un paese sconosciuto, con una lingua
sconosciuta, Andrea è stato sul punto di abbandonare il sogno, ma
quando i bambini gli telefonavano per sapere come stava, come dir
loro che non aveva un euro e dormiva sulle fredde panchine del
centro?
Andrea s’industriò:
conobbe altri rumeni, e iniziò a cercare lavoro nelle fabbriche del
ricco Nord-Est. Nulla da fare: la nostra legge non permette ad un
volenteroso di cercare un lavoro onestamente se non è in regola con
i documenti d’ingresso.
Andrea il suo lavoro lo sa fare, l’ha fatto per
vent’anni nella multinazionale tedesca, ma la sua esperienza non
serve per trovare un lavoro, quello che servono sono i documenti,
gli dicono.
Decide allora di spostarsi, dal ricco Nord-Est al
“povero” Sud-Est, dove sembra ci sia lavoro nelle sterminate
campagne del Tavoliere, dove forse troverà qualcuno disposto a farlo
lavorare “in nero”.
Per arrivarci poteva salire su un treno, farsi mettere
tutte le multe che voleva, e scendere a destinazione, ma, mi dice
“per fare queste cose ci vuole la faccia!”
Dai suoi amici connazionali si fa comprare una bici ed
in bici inizia un tormentoso giro d’Italia della povertà, mangiando
nelle Caritas e nelle parrocchie, ricevendo offerte da chiunque lo
volesse aiutare in ogni paese del nostro
Appennino.
Arrivato a Foggia,
alla Caritas lo accolgono come un sopravvissuto per le condizioni in
cui si trova, dopo le infinite traversie del viaggio, ed oggi è
conosciuto tra gli amici come Andrea, l’eroe dei migranti
rumeni.
Da quel giovedì
sera, quando incontrai Andrea, son passati già tre mesi, ma da
qualche settimana non lo vedo più. Starà lavorando in qualche
campagna, in qualche fabbrica del Nord, sarà tornato dai suoi figli
in Romania …non so!
Ho visto un uomo tre
mesi orsono, oggi non so più dov’è: storie di migranti, storie di
vite clandestine.
Claudio
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ANCHE TU
PUOI FARLO!
Ti
aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia
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Avete mai
pensato di poter dimostrare il vostro amore per Dio
regalando un sorriso, dando un semplice bicchier d'acqua,
sedendovi semplicemente a parlare per un momento con una
persona sola?
Madre Teresa di
Calcutta
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