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Fratelli della
Stazione Cappella primo
binario FF.SS.
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ALEX E PATRIC -
“Le religioni dovrebbero unire gli uomini, invece in quest’ultimo periodo li dividono”. Alex beve con calma il suo latte caldo in un martedì di freddo e pioggia. Alex viene dal Marocco e crede in Allah, ma è convinto che “ognuno deve essere libero di pregare il suo Dio, di professare la sua fede”. Lui è in Italia da tre anni, parla bene la nostra lingua e tutto sommato non si può lamentare di come gli vanno le cose “perché, seppure saltuariamente, riesco a lavorare come muratore ed il mio padrone mi dà 40 euro per ogni giornata di fatica. Vivo in un appartamento con altre tre persone e pago 250 euro di affitto al mese; ora, però, sto cercando una casa più economica, anche perché dove vivo io c’è qualcuno che beve alcool e fuma sigarette, e questo un po’ mi disturba perché la mia religione non lo consente. Credo, comunque, di passarmela molto meglio di altri ragazzi stranieri che qui a Foggia non riescono a lavorare neanche in campagna e vivono in mezzo alla strada”. Poi Alex, mostrando un bel sorriso di contentezza sul viso, mi dice che proprio quel martedì nel Marocco ed in tutti i Paesi dell’Islam si celebra “l’Aid, che si festeggia due mesi dopo il Ramadan. Per noi musulmani è un giorno importante, un giorno chiamato ‘festa del sacrificio’ in memoria del miracolo di Allah, che sostituì con un montone il figlio che Abramo gli stava offrendo in sacrificio. Sono certo che anche quest’anno – prosegue Alex sempre serenamente – mio padre avrà cucinato l’agnello che alleva ed un altro, come d’abitudine, lo avrà dato a qualche vicino che non ce l’ha”. Alex continua a sorseggiare il suo bicchiere di latte ed a mangiare i suoi biscotti, la sua preziosa cena per solennizzare l’Aid. Dopo qualche minuto, però, si avvicina Patric. Anche lui viene dal Marocco ed anche lui, prima ancora di prendere il bicchiere di latte, mi dice che quel giorno si festeggia l’Aid. Ma Patric, a differenza di Alex, è ubriaco, traballa ed è particolarmente arrabbiato. “Nel mio Paese tutti quanti, pure la mia famiglia, stanno festeggiando l’Aid, io invece mi trovo qui da solo, senza niente, senza nessuno. Che festa è mai questa per me?”. A quel punto, mentre provo a fare l’amico che lo ascolta, gli faccio una domanda che solo un attimo dopo capisco quanto sia stupida. Gli chiedo come mai ha bevuto questa sera, visto che è la prima volta che lo trovo in queste precarie condizioni. E Patric, a buon ragione, riprende il discorso, mi ricorda che “oggi tutti i musulmani festeggiano l’Aid mentre io me ne sto qui da solo. Non ho i soldi neanche per chiamare casa e fare gli auguri a mia madre. Tu al mio posto che avresti fatto? E’ proprio brutta la vita così”. A quel punto Alex e Patric se ne vanno. Entrambi quel martedì avevano qualcosa di bello da festeggiare, ed ognuno lo ha fatto in base alle proprie forze, alla propria capacità di reggere davanti agli ostacoli che ti piombano nel bel mezzo della strada. Io onestamente, dopo quella sera, non so come avrei festeggiato l’Aid: conservando lo stesso sorriso di Alex o indossato la rabbia di Patric.
Emiliano
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ANCHE TU
PUOI FARLO!
Ti
aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia
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Avete mai
pensato di poter dimostrare il vostro amore per Dio
regalando un sorriso, dando un semplice bicchier d'acqua,
sedendovi semplicemente a parlare per un momento con una
persona sola?
Madre Teresa di
Calcutta
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