Da "La Grande Provincia"
del 19 ottobre 2002
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CELEBRATA L’ALTRO GIORNO IN TUTTO
IL MONDO LA "GIORNATA DEI SENZA FISSA
DIMORA"
Un pasto caldo per chi
non ha casa
Una associazione di volontari
assiste ogni sera i "barboni" alla
stazione
L’altro ieri
si è celebrata la Giornata Mondiale di lotta alla povertà promossa
dall’Onu, ed in alcune città italiane è stata "festeggiata" la
"Giornata dei senza fissa dimora". A Foggia sono molti a ritrovarsi
in questa disperata situazione. Extracomunitari e barboni e
vagabondi, la sera trovano da riposare nei posti più inusuali: nei
vagoni dei treni abbandonati, sulle panchine, sotto i portici. E
quando hanno voglia di comprensione e di qualcosa di caldo da
mangiare, sanno dove devono andare. L’appuntamento è alle nove di
sera davanti alla stazione. Sono rumeni, polacchi, marocchini,
tunisini; ognuno con una storia fatta di viaggi, speranze, voglia di
lavorare e di sfuggire ala miseria del proprio Paese. È bastata
qualche sera ed il passaparola della solidarietà ha fatto subito
effetto. Sanno che ad accoglierli ci sono i Fratelli della Stazione:
i ragazzi dalla parte dei barboni, dei vagabondi e dei senza
tetto.
Qualche pacca sulle
spalle, un ciao di ben ritrovato e tutti in fila davanti alla
panchina. Per pregare. Per ringraziare. Ognuno come vuole e per chi
crede, visto l’incontro di religioni differenti che si accampano a
quell’ora di sera sotto lo sguardo dei passanti, della luna e di chi
arriva da qualche fetta d’Italia. Un bicchiere di latte caldo, un
pugno di biscotti, una bottiglia d’acqua a disposizione di chi ha
voglia di bere e tante parole per far capire che non sono soli. Che
c’è qualcuno pronto ad ascoltarli e a dar loro una mano, nei limiti
del possibile. Cosmino, un giovane rumeno, ha le mani un po’
rovinate. Il suo attuale lavoro consiste nel raccogliere l’uva. È
stanco, ha qualche ferita sul palmo delle mani, ma sorride
sempre.
Meno sorridente,
invece, è Crismam. Ha ritirato il kit per la regolarizzazione ma non
ha trovato nessun datore di lavoro disposto ad assumerlo. Non sa
come fare. Crismam e gli altri immigrati hanno i documenti in
regola. Sono potenziali lavoratori ma la nuova legge Bossi-Fini
parla chiaro: può rimanere in Italia solo chi ha già un contratto di
lavoro a tempo indeterminato. Nel frattempo si formano dei
gruppetti. Gli "ospiti" bevono tranquillamente il latte e non
rinunciano mai a qualche biscotto in più che gli viene offerto.
Hanno fame, sono piuttosto provati. Alcuni di loro dormiranno
all’addiaccio, altri nei vagoni abbandonati, altri sulle panchine.
Poi verso le dieci le buste dei biscotti sono finite ed il termos
che conservava il latte è ormai vuoto. I giovani volontari salutano
i loro amici e si danno appuntamento per i giorni successivi.
Quattro sere a settimane: dal martedì al venerdì. Fanno dei turni,
si autofinanziano, confidano nella provvidenza. E il lunedì sera si
incontrano per parlare e per
pregare.