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LA QUARESIMA: QUARANTA GIORNI NELLA TRADIZIONE CATTOLICA

Una storia di rigore

Come i Francescani della "regola" originaria

di NUNZIO LOPS

Mercoledì scorso ha avuto inizio il periodo quaresimale. Per i Cattolici, l’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli segna l’inizio di una fase di penitenze per "disintossicarsi" dalle intemperanze carnevalesche. Dura quaranta giorni ed è caratterizzata da digiuno (prevede un solo pasto al giorno, invece dei due tradizionali) e meditazione, con l’intento di predisporre gli animi alla celebrazione della Pasqua. È un cammino, insomma, di abbandono del peccato in funzione della ricerca di Dio. Un periodo di intenso rigore, quindi, che simula, in un certo senso, il cammino di Gesù Cristo, nei quaranta giorni di meditazione precedenti l’inizio della sua predicazione. La similitudine è valida anche per i tanti uomini di chiesa che hanno maturato le loro convinzioni attraverso un percorso fatto di rinunce, sacrifici, preghiera e meditazione.

Così come ha fatto don Guglielmo, parroco della Chiesa di San Luigi che ci ha raccontato la sua storia. "Cercavo Dio. In giovane età lo cercavo, però, nei surrogati. Poi ho trovato la strada della conversione. In un libro che parlava della storia della Madonna di Fatima, ho incontrato il "Rosario" e ho voluto approfondirne la conoscenza e la comprensione, cambiando il mio modo di pensare in maniera sconvolgente e iniziando il cammino della fede in modo rigoroso. All’epoca lavoravo all’ospedale "Cardarelli" di Napoli. Facevo le analisi del sangue. Lo stipendio lo spendevo tutto per comprare i Vangeli, libri sui santi, per portare le persone in pellegrinaggio nei santuari mariani. Per tre anni ho condotto una vita intensa, di preghiere, confessioni e meditazioni. Poi, a Lourdes sono entrato in una "riforma francescana". Ho vissuto per cinque anni tra frati che erano tornati alla "regola" originaria di San Francesco d’Assisi. Andavo a piedi scalzi, dormivo sulle tavole di legno, quindi senza materassi, non avevo una lira in tasca, mi alzavo tutte le notti all’una per pregare. Una esperienza di fuoco. La vita apostolica che ho condotto era meravigliosa. Avevo il cuore infiammato. Cinque ore di preghiera, intervallate dall’incontro con tanti giovani che venivano al convento. Tutti interessati da questa vita radicale.

Qualche anno dopo a Roma, sono stato ordinato prete, dal Papa. Infine sono arrivato a Foggia. Da allora, mettendo a frutto le mie esperienze, mi sono dedicato ai poveri. Oggi ne abbiamo ben centosessanta (don Guglielmo parla al plurale perché pensa a quanti collaborano con lui, ndr) ai quali garantiamo un pasto caldo la domenica. Con i "Fratelli della Stazione", portiamo coperte, caffellatte e biscotti alle persone che dormono nei vagoni e all’addiaccio. Adesso abbiamo anche il "Consultorio per la vita", attraverso il quale aiutiamo le donne a non abortire, le assistiamo e sosteniamo. Nei casi più difficili favoriamo le adozioni. E tante altre iniziative.

Bisogna andare nel mondo a portare il "profumo di Cristo". Cominciando a scoprirlo con la Quaresima".

ANCHE TU PUOI FARLO!
Ti aspettiamo il lunedì dalle 21 alle 22 presso la cappella sul primo binario della stazione ferroviaria di Foggia

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